Videogiochi violenti: respinta la legge della California che ne proibiva la vendita ai minori

La Corte Suprema USA lunedì scorso ha respinto, sulla base del Primo Emendamento, quello che garantisce la libertà di espressione, una legge della California che vietava la vendita di videogiochi violenti ai minori di 18 anni.

Per violenti la legge intendeva quei giochi che fanno vivere ai giocatori situazioni in cui si uccide, si mutila, si smembra o si assale sessualmente un’immagine di essere umano, in un modo offensivo, deviante o morboso e in assenza di qualsivoglia valore letterario, artistico, politico o scientifico. La pena prevista per i venditori era di 1000 dollari.

Le motivazioni della decisione della Corte Suprema sono diverse. Una è che le rappresentazioni della violenza non sono soggette a regolazione governativa. D’altra parte, osservano i giudici, anche le favole dei fratelli Grimm sono feroci e violente, ma nessuno ha mai pensato di proibirle.

Inoltre, come osserva uno dei giudici, non vi sono dubbi che uno stato abbia il legittimo dovere di proteggere i bambini, ma questo non deve comportare la limitazione delle idee alle quali i bambini possono essere esposti.

In ogni caso, secondo molti ricercatori non è stato mai dimostrato che i videogiochi violenti provochino danni psicologici o neurologici nei bambini, né che li rendano più aggressivi e più portati a far del male ad altri.

Il senatore firmatario della legge californiana ha commentato che “la Corte Suprema, ancora una volta, ha anteposto gli interessi delle aziende a quelli dei nostri figli”. Da notare che ogni anno negli USA vengono venduti videogiochi per uso domestico per oltre 10 miliardi di dollari.

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14 Risposte a “Videogiochi violenti: respinta la legge della California che ne proibiva la vendita ai minori”

  1. Da quello che so io, nel 2010 il fatturato dei videogiochi ha raggiunto, nei soli Stati Uniti, 23 miliardi di dollari, superando musica e cinema messi insieme.
    Tema controverso, comunque. Lo Stato della California sostiene di non volersi sostituire alle famiglie nelle decisioni che riguardano i loro figli; e che non è compito di un governo decidere cosa è bene e cosa è male. Le famiglie sostengono che, ancora una volta, sono state lasciate sole contro lo strapotere delle aziende. In Danimarca fece scalpore la scelta di rimuovere qualsiasi censura sui contenuti erotici, applicandola, invece, a quelli violenti: il risultato è stato un progressivo abbandono della pornografia.
    Personalmente, con due figli ancora piccoli, cerco di portare avanti un certo tipo di educazione, che tenda più alla responsabilizzazione che al divieto tout court… ma, ovviamente, non è sempre così semplice…

    • Basta eduare figi, anziché lasciarli tutto il giorno davanti alla tv e ai videogiochi! Altro che famiglie lasciae sole!
      Sono un sacco di genitori che lasciano soli i loro figli e non li educano: troppo faticoso educare e controllare.
      Cosí come non c’è bisogno di censura ma si può usare il bottone di spegnimento della tv quando qualcosa non ci piace (non parlo di fasce protette!), basta non comprare le cose, compresi i videogiochi, che non si vogliono parte dell’educazione – o diseducazione – di un figlio…
      Bisogna EDUCARLI i figli!
      Sin da piccolo ho sempre avuto, per esempio, armi giocattolo. Ma mio padre mi ha sempre detto, sin dall’età di circa tre anni, che non si punta MAI un’arma, neppure un giocattolo, verso una persona, a meno che non la si voglia uccidere. Non più di tre settimane dopo, al ritorno di mio zio dalla Marina, mi portò un mitra di plastica, con cui andai subito a “sparare a mio padre”, il quale mi diede un ceffone che il muro me ne diede un altro, e mi disse semplicemente: “TI AVEVO AVVISATO”…e io capii subito, era cosa normale, era cosa seria.
      Ho infatti SEMPRE ricevuto onori e onorificenze per la sicurezza con cui maneggio le armi (ho sconvolto più d’un addestratore militare in Israele che cercava d’indurmi in errore durante gli addestramenti).
      Un arma non è che un pezzo di ferraglia pesante: chi ammazza è la persona, non l’arma… In Israele più della metà della popolazione è armata (anche con armi automatiche) ma ci si scandalizza quando ci sono più di trenta omicidi l’anno (certi quartieri in tutte le città italiane battono il totale d’Israele!) la maggiorparte dei quali non avvengono neppure con armi da fuoco!
      A me bisognerebbe spezzare un braccio per farmi puntare un’arma contro qualcuno che non metta me o altri in pericolo (e sparo MOLTO bene da più di 40 anni!)…giro armato da 25 anni MA ho avuto un’educazione e ho principi morali… Videogiochi violenti?… Educhiamo i figli al valore della vita e gli piaceranno molto meno o perlomeno non ne ossessioneranno.

  2. >Lo Stato della California sostiene di non volersi sostituire alle famiglie (…) Le famiglie sostengono che, ancora una volta, sono state lasciate sole contro lo strapotere delle aziende.

    Questa è LA controversia. In questo caso, tra i due, darei più ragione alle famiglie. L’argomento della “libertà” viene sbandierato solo quando fa comodo.

    • E’ il tema centrale, certo.
      La prima cosa da capire è se effettivamente l’uso dei videogiochi violenti è un tema sul quale uno Stato è autorizzato ad esprimere un parere… Per quanto riguarda i film, esiste una regolamentazione ben precisa che consente allo Stato (in senso lato) di vietare contenuti a determinate fasce della popolazione – e mi pare che questa legislazione sia in vigore anche in America. Tuttavia questa limitazione aveva senso quando non esisteva la televisione dove, invece, il controllo sui contenuti dei film (o dei programmi…) è demandato alle famiglie. Sui libri, che io sappia, non esiste alcun controllo legato all’età, mentre sui giornali sì, ma solo legato alla pornografia e non alla violenza. Non esiste dunque un principio generale che discrimini quando è corretto che uno Stato imponga limitazioni e quando no. Come non esiste un concetto di libertà “assoluta”.
      A senso, direi che in presenza di una “morale” non condivisa (è giusto che un dodicenne ammazzi virtualmente qualcuno? fa male o fa bene?), lo Stato deve fare un passo indietro e lasciare al singolo individuo la possibilità di scegliere; nel caso dei minori, è da domandarsi però se le famiglie – le famiglie del ventunesimo secolo – siano davvero in grado di svolgere il loro ruolo educativo…

  3. secondo molti ricercatori non è stato mai dimostrato che i videogiochi violenti provochino danni psicologici o neurologici nei bambini, né che li rendano più aggressivi e più portati a far del male ad altri.

    a questo proposito è sempre bene ricordare il detto yiddish della mela e del verme.

  4. Una delle poche ricerche serie fatte in materia è stata fatta ad Harvard.
    Vedi: http://news.cnet.com/8301-17938_105-9942041-1.html
    In tale ricerca si nega l’influenza di tali giochi, e si avanza anzi la tesi, tutt’altro che bizzarra, che servano a scaricare aggressività (come abbiam fatto tutti da bambini).
    Non solo, ma è interessante leggere le motivazioni della maggioranza (7-2) dei Justices della Supreme Court, scritte da Antony Scalia, dove si dice che se si dovessero proibire videogiochi anche violentissimi e sanguinari, si dovrebbe proibire metà della letteratura, a cominciare dalle fiabe… E la LIBERTÀ D’ESPRESSIONE è un valore sacro, il PRIMO Emendamento della US Constitution – quando non è incitamento diretto a commettere un crimine o seminare il panico e mettere in pericolo la gente (il classico urlare “al fuoco!” in un teatro pieno, esempio dato negli USA nei corsi di Diritto Costituzionale e di Giornalismo). Infatti, negli USA puoi guardare un poliziotto in faccia e fino al Presidente e dirgli “VAFFA…” senza che nessuno possa o si sogni di perseguirti legalmente. Un reato come il vilipendio laggiù è inconcepibile.
    Vedere sulla questione videogiochi un bell’articolo di ieri che va ben al di là delle banalizzazioni antiamericane o moraliste a-morali dei media italiani:
    http://news.cnet.com/8301-31921_3-20074680-281/supreme-court-nixes-violent-video-game-law/
    Parlare d’interessi commerciali, poi, come insinuano un sacco di media italiani, è segno di totale ignoranza sull’America, dove L’INCOMPATIBILITÀ TOTALE D’INTERESSI COMMERCIALI E POSIZIONI ELETTIVE O GIUDIZIARIE È LA REGOLA: altro che l’Italia con Berlusconi che possiede un terzo dei media!
    Io credo, poi, che si tratti anche dell’ira dei media, i proponenti e difensori principali (sí, loro, gli “educatori”!) del divieto, i quali, rappresentando spesso punti di vista solo d’interesse, avulsi da principi, non riescono neppure a concepire che ci possa essere un paese dove i principi morali contano spesso più di ogni altra cosa. Basti pensare che, se vuoi perdere ogni rispetto da parte di un Americano (idem dicasi per il pubblico!) mentigli! Infatti QUESTA, la menzogna, il “I never had a sexual relation with that Woman”, è ciò che fregò Clinton sia col pubblico sia con la legge, non il suo modo interessante di fumare sigari con l’ausilio di un’internista…checché ne abbiano detto i media italiani, che adorano far passare l’America per un paese di primitivi retrogradi e puritani.
    Il tutto, paragoniamolo al paese del futti futti e dove mentire è la norma e infatti bisogna portare certificati per tutto, visto che si parte dal presupposto – senz’altro giustificato in Italia! – che la gente racconti un sacco d balle. Poi, in Italia, quando le racconti, ti danno uno schiaffettino sulla mano, ti dicono “Eh, eh!” e poi finisce lì…o non succede nulla perché è consider Negli USA, e parlo ANCHE di uffici piubblici, si parte dal presupposto che la gente non menta, quindi quasi sempre bastano semplici dichiarazioni, poi se ti cuccano che menti a un ente pubblico sono ANNI di galera: “perjury”, dichiarare il falso, è una FELONY (crimine da codice penale per cui si fa prigione seria) non un MISDEMEANOR (reato meno grave da codice civile)…come ben illustrato dal numero nove nel Decalogo…

  5. Ho rotto?… 😉
    Il mio primo commento è finito in moderazione…

    • Tranquillo HaDaR, a noi non ci rompi mai!
      Ma mi sa che wordpress effettivamente ha qualcosa contro di te: o ti mette in spam, o in attesa di moderazione…
      Ma che gli hai fatto? 😉

  6. Io non ho mai “proibito” ai miei figli di avere armi giocattolo. Loro semplicemente non ce le hanno mai chieste e noi, ben contenti, per la verità, abbiamo evitato di comprarle. (A parte le spade, delle quali abbiamo intere collezioni!)

    Quando il mio primo figlio aveva 2 anni trovò una pistola laser a casa di un amico. Avete presente quelle pistole che quando sparano sono accompagnate da un rumore infernale, no?
    Beh, mio figlio la prende, se la rigira incuriosito tra le mani, poi si illumina, sicuro si dirige verso una sedia e…. BBBBZZZZZZZZ….. Comincia a usarla come fosse un trapano elettrico!

    • Bellissima quella del trapano! 🙂
      Un vero maschiaccio! 😉
      Mi ha fatto venire in mente un’esperimento che è stato fatto qualche decennio fa in tutto il mondo con bimbi di due anni, di ogni cultura e istruzione.
      Dando un bastone e una palla a maschietti e femminucce, senza quasi eccezioni (meno del 2%), le femminucce spingevano la palla col bastone, mentre i maschietti picchiavano sulla palla per poi spesso passare al far finta che il bastone fosse una spada o una lancia, con cui aggressivamente attaccavano squali, coccodrilli, leoni o altri esseri immaginari, tutti felici e contenti…
      Vive la différence! 😉

  7. Ho “sbrodolato” come sempre… 😉
    Ma non vado di fretta…sono infatti comodamente seduto da Feltrinelli (tra un po’ vado a “grignottare” qualcosa e farmi un buon caffè), lumo le pupe – c’è posto migliore di una libreria? 😉 – con l’aria condizionata, mentre sono piacevolmente addetto all’ascolto della mia musica (quella che passa “la ditta” fa pena!), alla lettura e alla scrittura, mentre fuori ci sono 38 gradi centigradi e un’umidità assassina di oltre 90%: un vero schifo!
    W IL CALDO ASCIUTTO! 😉

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