Le donne del sesto piano

Non poteva mancare sul blog delle Ragazze un seppur minimo riferimento a “Le donne del 6° piano”, commedia francese uscita in Italia da un paio di settimane, che ho trovato davvero gradevole, nonostante i miei pregiudizi sul cinema d’oltralpe.
Senza fare nessuna anticipazione, racconta le vicende di Jean-Louis Joubert, un agente di cambio nella Parigi anni 60, padre di famiglia perbenista con una moglie stremata dai the con le amiche, le mattinate dal parrucchiere e le visite alle gallerie d’arte, che all’improvviso scopre un modo diverso di vivere, attraverso un gruppo di donne spagnole che abitano il sesto piano del suo palazzo, in ben altre condizioni rispetto a lui nel il suo signorile appartamento. Le donne, tutte cameriere al servizio di ricche famiglie parigine, sono piene di vita e affrontano i loro guai con il sorriso e con un’esuberanza sconosciuta al povero Jean-Louis, che ben presto si lascia coinvolgere e comincia ad assaporare i piaceri della vita, una vita molto diversa da quella vissuta fino a quel momento.
In fondo si tratta di una bella favola, raccontata però in modo garbato, fresco e divertente; bravi i protagonisti e particolare anche il modo in cui è girato: ci si sente proiettati all’interno di quegli appartamenti e si vive proprio la sensazione di trovarsi in ambienti stretti e angusti.

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Gli specchi farebbero bene a riflettere prima di rimandarci la nostra immagine

4 Risposte a “Le donne del sesto piano”

  1. Da come lo racconti mi stuzzica. Sembra proprio il genere di film che cerco.
    Mi piace poter andare al Cinema ed uscire con un bel sorriso sulle labbra. Per essere magonata e triste mi basta guardare il TG.
    Buon weekend!
    Giusy

  2. Allora dopo fammi sapere che ne pensi. Buon w.e. anche a te!

  3. Ho seguito il consiglio e l’ho visto. Mi è piaciuto molto. Pieno di allegria e di leggerezza. E poi, che belle facce le donne spagnole! Sembrano state scelte da Almodovar, anche se in realtà ce n’è una, Carmen Maura, ancora bella e così espressiva, che tante volte è stata scelta da Almodovar. Un solo neo: Fabrice Luchini con la dentiera! Mi ha un po’ intristito.

  4. Cara amiche, avrei condiviso il vostro parere fino a dieci minuti prima della fine (o giù di lì).

    Ovviamente l’obbligo di non rivelare il finale mi lega le mani, ma posso dire che sia io che l’amica che era con me a vederlo abbiamo fatto le stesse considerazioni (e siamo due persone che spesso la pensano diversamente).

    Direi di no, giudizio negativo. Film gustoso, gradevole (dentiera a parte, comu giustamente ha notato Laura), pieno di spunti che potrebbero – avrebbero dovuto – portare a una conclusione diversa.

    Mi dichiaro ufficialmente delusa.

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