L’acqua non si vende

Domenica e lunedì, prima di andare al mare, si andrà TUTTI a votare. E questo è assodato.
Quello che però non a tutti è chiaro (e sappiamo benissimo perché) è il merito di una delle questioni oggetto di referendum. Infatti sul legittimo impedimento e sul nucleare è semplice farsi un’opinione, quale che sia.
Il problema dell’acqua però, non a tutti è evidente. E vorrei anche vedere! Con la mancanza di informazioni da parte del Servizio Pubblico, sfiderei chiunque a essere aggiornato!
I quesiti sull’acqua sono due e sono direttamente collegati l’uno all’altro. Il primo tende ad abrogare quelle norme che concederebbero la gestione dei servizi idrici a soggetti privati.
Il secondo vorrebbe impedire la possibilità per gli investitori di avere una remunerazione del capitale investito; in pratica di trarre profitto dalla gestione dell’acqua pubblica.

Innanzitutto non credo occorra specificare che l’acqua è un bene pubblico naturale, così come la luce del sole o l’aria che respiriamo; nessuno si sognerebbe di far gestire luce solare e ossigeno ad aziende private e magari consentire loro che ne traggano anche profitto. Più in generale non è corretto che un bene pubblico venga gestito da soggetti privati, che per loro natura perseguono come obiettivo un profitto economico. Tanto più che che quel profitto le aziende non sono tenute per legge a reinvestirlo per riqualificare la rete idrica. Si tratterebbe solo di un mero arricchimento sulla nostra pelle.

Infatti il costo di quel profitto ricadrebbe esclusivamente sulle spalle (e sulle tasche) dei cittadini, che si troverebbero a dover pagare bollette più alte per remunerare i capitali (privati) investiti. Certamente tutti noi dovremmo imparare a fare un uso più accorto dell’acqua, ma la concessione dei servizi idrici alle aziende private non mi sembra la via più giusta.

Per approfondimenti può essere interessante questa lettura o anche questa.

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3 Risposte a “L’acqua non si vende”

  1. “Non c’è nessuna “privatizzazione dell’acqua”: i promotori dei referendum sono responsabili di una facile e per questo ancor più censurabile campagna di disinformazione. La proprietà e il controllo delle risorse idriche restano in mano pubblica, mentre le nuove regole sull’affidamento della gestione possono favorire gli investimenti nel settore: la rete idrica italiana è in cattive condizioni, più di un terzo dell’acqua viene sprecata e difficilmente i bilanci pubblici potranno sostenere i circa 60 miliardi di euro necessari per la manutenzione e per ammodernare i sistemi di captazione, depurazione e riuso delle acque reflue (anche per evitare che il sistema industriale italiano – unico in Europa – continui a usare acqua potabile per le sue esigenze).
    La nuova disciplina non è sufficiente, ovviamente: nei servizi idrici, c’è bisogno di una regolazione indipendente, che fissi gli standard per le tariffe e la qualità del servizio; più in generale, il peso ancora elevato degli enti pubblici nel capitale delle società di gestione rende poco contendibili le gare pubbliche per l’affidamento dei servizi. C’è da fare un passo in avanti, insomma, mentre la vittoria dei “sì” al referendum abrogativo rappresenterebbe un passo indietro.
    Le considerazioni di quanti vorrebbero per legge abolire i profitti che i gestori privati realizzerebbero sono ideologiche e anacronistiche: anche gli enti pubblici, se chiamati a realizzare direttamente investimenti, dovrebbero remunerare il capitale preso a prestito (dalla Cassa Depositi e Prestiti, dalle banche private e da obbligazioni pubbliche); la prospettiva dell’utile, soggetta comunque a un tetto fissato dal controllore pubblico, è la leva necessaria per favorire gli investimenti nel settore e il miglioramento della qualità del servizio.”

    Tratto da: http://www.libertiamo.it/2011/06/07/appello-a-fli-due-no-ai-referendum-sullacqua/

  2. 1. Che l’acqua sia un “bene comune” non è affatto in discussione; la legge contestata non privatizza la risorsa acqua, semplicemente cerca di introdurre criteri di buona ed efficiente gestione nella distribuzione di questa risorsa.

    2. Tra le tante tesi bizzarre sentite in questo periodo c’è anche quella secondo cui un bene fondamentale deve essere gratuito. Si agita infatti lo spettro di cattivi e profittatori privati che potrebbero negare l’acqua a chi non ha i soldi per pagare. A parte il fatto che noi paghiamo l’acqua anche adesso, non si capisce perché un bene primario dovrebbe essere anche gratuito. Anche il pane è un bene fondamentale, ma ciò non toglie che si vada dal fornaio a comprarlo. Anche quello all’informazione è un diritto di base, eppure non protestiamo perché dobbiamo pagare un giornale. O forse non abbiamo diritto a scaldarci d’inverno? Eppure paghiamo il riscaldamento delle case. Perché sarebbe scandaloso pagare anche l’acqua per il suo valore? Oltretutto è proprio l’attuale sistema inefficiente che non solo permette lo scandalo di uno spreco d’acqua a causa della cattiva manutenzione della rete idrica (e la Puglia di Nicki Vendola è tra gli esempi peggiori), ma addirittura nega l’accesso all’acqua di fasce non marginali di popolazione. In Sicilia, ad esempio, soprattutto d’estate in diverse zone l’acqua è razionata, disponibile per poche ore al giorno. E’ questo il vero scandalo.

    3. Si continua con questa falsa contrapposizione pubblico-privato, dove per pubblico si intende solo ciò che è statale. In realtà la definizione “pubblico” va intesa come riferita al destinatario del servizio non a chi lo fornisce. In altre parole è “pubblico” ciò che è destinato e aperto alla cittadinanza, a prescindere da chi fornisce il servizio, che può essere un soggetto privato, un ente statale o una società mista. La questione dell’acqua non è diversa: allo Stato spetta garantire il servizio e assegnarne la gestione a chi meglio sa garantire qualità, efficienza e costi più bassi. La falsa contrapposizione pubblico-privato è la stessa che viene proposta quando si parla di scuole paritarie e scuole statali. Come se le scuole paritarie non fornissero un servizio pubblico.

  3. Guarda HaDaR, che ci metto un attimo a rimetterti in spam!!!!

    😉

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