La Bibbia firmata Chagall: “Sansone e il leone”

Uno spazio relativamente notevole, cinque immagini, è dedicato da Chagall alle vicende di Sansone, nn. 53-57: il sacrificio di Manoach, la lotta con il leone, le porte di Gaza, Dalila, la morte. Le scene più note all’arte occidentale sono le ultime due, ma Chagall ha voluto ricostruire l’intera parabola esistenziale dell’eroe, con la sua esemplarità.

L’incisione n. 54, “Sansone e il leone”, si colloca all’interno di una lunga tradizione artistica, dalle scene di caccia mesopotamiche alle imprese di Ercole, dai feroci ed eleganti dipinti di Delacroix a quelli naif ma altrettanto feroci di Antonio Ligabue. La lotta con il leone ha sempre assunto un valore simbolico: basti pensare al fatto che anche il giovane Davide si cimentò nei corpo-a-corpo con la belva (episodio raffigurato al n. 62); le imprese di Ercole vennero rilette cristianamente dai Padri della Chiesa, e a vari santi si attribuisce il miracolo dell’ammansimento del leone.

Un momento di formazione, quindi: la vittoria su se stessi. Tant’è che qui il leone ha lo stesso volto del giovane Sansone. E al ragazzo nudo Chagall ha cancellato gli organi genitali che inizialmente aveva disegnato, quasi a sottolineare il superamento di ogni istinto “bestiale”. Nella scena successiva Sansone, ancora nudo, porta in spalla le enormi, pesanti porte di Gaza. Anche qui c’è un riferimento all’iconografia della “forza della sopportazione”: Atlante che regge il mondo, Cristo che porta la croce, e magari Caino con il fascio di spine (che nel Medioevo era l’immagine associata alle macchie lunari, non il faccione sorridente).

Ma gli eroi possono cadere, nonostante tutto il training spirituale. Ecco così che al n. 56 la coppia Sansone-Dalila si trasforma in una blasfema, o ironica, caricatura della Pietà di Michelangelo. Il domatore di leoni stavolta viene “capovolto” e “soggiogato” dalla traditrice. Ulteriore ironia, sembra che Sansone sia stato evirato… che non è la stessa cosa della vittoria sulle pulsioni allusa nell’illustrazione 54. Come sappiamo, comunque, Sansone si riscatterà pienamente con il suo sacrificio finale.

Peraltro, ancora una volta, Chagall sembra reinterpretare in modo ammiccante ma intenso l’iconografia cristiana: Annunciazione (Manoach), Tentazioni nel deserto (leone), Via crucis (porte di Gaza), Pietà (Dalila), Risurrezione / Discesa agli inferi (abbattimento delle architetture infernali). E l’altalenante storia di Sansone prepara il terreno per i prossimi eroi tragici: i re Saul e Davide.

dhr

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6 Risposte a “La Bibbia firmata Chagall: “Sansone e il leone””

  1. Ho appena scoperto che l’intera serie delle 105 incisioni bibliche, più altro materiale, si trova nel recente volume “Il Paradiso a colori. Il libro della genesi”, ed. Donzelli, 2010, euro 22,50. Il titolo è un po’ fuorviante, ma la presentazione indica le 105 immagini di questa serie.

    • Vabbè, ma tutto sommato a noi che ci frega? 😉 Noi c’abbiamo Diaccaerre!!!!

      (però scherzo! Grazie per la segnalazione!)

  2. prima ci gustiamo i tuoi interventi settimanali, ricchi di spunti… alla fine, potremo pensare di documentarci anche in altra sede….
    grazie, comunque.

  3. frattanto, guardando e riguardando la serie – come faccio spesso, da mesi e mesi – mi è frullata l’ipotesi che quest’immagine possa anche rinviare alla vittoria di Edipo sulla Sfinge… quindi la scena di Dalila alluderebbe alla brutta fine di Edipo.

    la cosa sarebbe interessante anche perché indicherebbe un’attenzione di Chagall per l’arte greca, di solito considerata quasi assente nella sua opera. vedremo invece (tra un paio di episodi: Salomone) che Chagall riutilizza l’arte greca anche nella raffigurazione della Bibbia.

    incredibilmente numerosi poi sono i richiami a Michelangelo (artista in apparenza così diverso da lui, anche sul piano tecnico!). è un tema che però in questi commenti non abbiamo approfondito spesso.

  4. Aiutami a capire. Qual è il filo del ragionamento che ti ha portato a Edipo e la Sfinge? Mica mi è chiaro.

    • nessun “ragionamento”, semplice intuizione estetica (come sempre): il giovane che sconfigge, ribalta, una creatura leonina con volto umano.

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