Referendum: quando la democrazia è a rischio

Democrazia: dal greco demos (popolo) e cratos (potere). In sostanza il potere del popolo.

Tale potere viene esercitato indirettamente con la partecipazione popolare alle elezioni dei Deputati e Senatori. Direttamente con alcune forme di democrazia, detta appunto diretta, tra le quali primeggia il Referendum.
Questa è la teoria che ci è stata insegnata a scuola. Poi nella pratica abbiamo imparato che le cose non vanno esattamente così: per quanto riguarda l’esercizio del diritto di voto, sappiamo bene che le persone che ci rappresentano in Parlamento sono scelte in realtà dalle segreterie dei partiti.

Circa il Referendum invece proprio in questo periodo stiamo toccando con mano come la prepotenza del governo cerchi di svuotarlo di ogni efficacia. In che modo: da una parte opponendosi all’election day, cioè all’unificazione dei 4 referendum con le elezioni amministrative del 15-16 maggio. Questo avrebbe significato per le casse dello stato un risparmio stimato in circa 400.000.000 € (di soldi nostri), oltre a un’ottimizzazione “logistica” in termini, per esempio, di chiusura delle scuole.

Ma accettare per il Governo avrebbe  significato correre il rischio di raggiungere il quorum del 50% + 1 degli aventi diritto al voto e quindi di rendere valido il referendum. E questo, dati i temi referendari, sarebbe per loro molto pericoloso.

Altra porcheria, il tentativo in extremis di cancellare il referendum sul nucleare (quello che porterebbe molti elettori, troppi, secondo loro, a scegliere di andare a votare); come? Sospendendo temporaneamente l’applicazione della legge della quale si chiede l’abrogazione. E’ vero che ormai dovremmo essere abituati alla manipolazione delle leggi a uso e consumo del governo, ma al peggio evidentemente non c’è mai fine! Fortunatamente la Suprema Corte è intervenuta proprio ieri con una decisione che di fatto ha salvato il referendum.

Sarebbe stato un precedente gravissimo: per evitare che gli elettori si pronuncino su un quesito, si sospende la legge nella speranza che la gente si quieti e magari si dimentichi. Il disastro di Fukushima ci ha colpito così tanto che secondo Mr. B non avremmo la lucidità giusta per decidere serenamente sulla questione, quindi la legge sul nucleare si sospende e si riproporrà più avanti. Davvero troppo facile! Si teme il giudizio popolare? Allora si imbavaglia il popolo.

Come se non bastasse, per la prima volta (almeno a memoria di ALicE) si è ufficialmente impedito che in TV si parlasse delle questioni alla base dei referendum e non si è quindi consentito agli elettori di informarsi.
Nessun programma di approfondimento politico, né del (presunto) Servizio Pubblico, né tantomeno delle reti Mediaset, ha potuto ospitare esponenti degli schieramenti opposti per un confronto serio e sereno sulla materia del contendere. La gente non è riuscita a farsi un’opinione. Si tratta di una vera e propria censura. Di una censura che, magra consolazione, sembra denotare una forte insicurezza da parte di Mr. B e i suoi. Speriamo che almeno, anche sulla scia dei risultati delle elezioni amministrative, procuri loro un bell’autogol.

Annunci

4 Risposte a “Referendum: quando la democrazia è a rischio”

  1. E’ molto importante cercare di pubblicizzare al massimo i referendum anche noi comuni mortali. Come hai tu ad esempio nel tuo post. Lo so che una campagna in Tv sarebbe stato il giusto…ma purtroppo conosciamo perfettamente la situazione italiana. Ecco perchè noi singoli cittadini dobbiamo fare molto molto di più!

  2. penso che rimarrò altalenante fino all’ultimo momento.

    da un lato, tutte giuste le polemiche sul “boicottaggio” del referendum (c’è una percentuale altissima di italiani che manco sanno cosa succede il 12-13 giugno).

    d’altro canto, leggendo fonti diverse e indipendenti, si nota che le leggi che si vorrebbero abrogare sull’acqua, ad esempio, NON corrispondono a una “privatizzazione del servizio” come afferma la propaganda per il Sì.

    in pratica, qualunque cosa si faccia, si viene strumentalizzati da qualcuno.

    • Sono proprio i referendum sull’acqua, al contrario, a essere importantissimi. Sto acquisendo del materiale per documentarmi e scrivere un post pre-elettorale ad hoc.

      Il solo fatto che stiano tentando di boicottare il referendum dovrebbe spingerci ad andare a votare. E a votare 4 si.

Trackback/Pingback

  1. Referendum: quando la democrazia è a rischio (di ALicE) « Scelti per voi - 2 giugno 2011

    […] Link al post originale. […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: