Una pubblicità transessista

Se ne cominciano a vedere in formato gigante per le strade di Roma. Sono cartelloni che pubblicizzano una compagnia di navigazione che si era già distinta in passato per campagne grevi e volgari che utilizzavano seni femminili enormi e nudi in primissimo piano.

In questo caso protagonista è una transgender e poiché il claim è “Be transported!” si punta evidentemente su un gioco di parole che vorrebbe essere spiritoso, ma che risulta solo banale e grossolano. Ci vedo anche una punta di autocompiacimento quasi avessero creduto di essere stati trasgressivi e innovativi. In verità, non se ne sono viste molte, almeno qui da noi, pubblicità con queste protagoniste; se però devono essere come questa, potevamo continuare a farne a meno.

Si è scelta una persona trans non giovane e non bella, sembra più una caricatura di essa, forse hanno addirittura utilizzato un uomo travestito. Altro che apertura e parità: qui tutto si risolve in uno sberleffo.

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rinunciare all'animosità significa diventare liberi

Una Risposta a “Una pubblicità transessista”

  1. secondo me proprio il fatto di scambiare una persona transessuale con un travestito-Drag Queen è un grave eerore che genera più confusione che altro non dando la giusta immagine delle persone transessuali che sono donne e nonbaraccone.

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