Pubblicità stradali: ragazzine come lolite

Ci interroghiamo continuamente su quello che passa nelle nostre televisioni e su gli effetti che certe immagini e situazioni possano avere sui nostri figli. Lo abbiamo fatto anche su questo post riflettendo insieme a lettrici e lettori del blog .

Il fatto è che non c’è solo la tv, ci sono altri altri media, per esempio la pubblicità stradale, che possono diffondere messaggi e modelli non sempre condivisibili.

Prendiamo, per esempio, la Silvian Heach che per ventura è l’azienda di cui parlava ALicE in questo post e che pubblicizza i propri abiti mostrando le natiche delle modelle. Ha lanciato ora il ramo Silvian Heach Kids, che produce vestiti per bambini. Se andiamo sul suo sito, ci rendiamo conto che è stato realizzato con colori, disegni, testi e musiche adatte a un target di ragazzini, maschi e femmine dai 4 ai 16 anni, con contenuti anche di buon livello (mostre, teatro, cinema, musica, ambiente, attività fisica, alimentazione sana, e così via).

Se però ci soffermiamo sulla campagna pubblicitaria 2011 e sui cartelloni giganti che hanno invaso le nostre strade, il discorso cambia e sembra prendere un’altra strada.

Qui le ragazzine sono abbigliate, ritratte ed esposte come delle novelle lolite, sognanti, seduttive, ingenue e provocanti, bocconcini perfetti per palati pedofili.

Guardate voi stessi e ditemi che ne pensate.

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rinunciare all'animosità significa diventare liberi

16 Risposte a “Pubblicità stradali: ragazzine come lolite”

  1. Proprio come nel racconto “Baby Doll” contenuto nell’antologia

    http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/2010/11/01/pianeti-dell’impossibile-053/

    … che però voleva essere “fanta”-scienza…

  2. Anche io avevo fatto caso alle pubblicità della linea “kids”, ma guardando le fotografie in realtà mi ero tranquillizzata, visto che il mio timore era, dato l’andazzo, trovare culetti e coscette al vento.
    Tutto è relativo, no?

  3. sottilmente inquietanti queste immagini, bambine finte, già grandi ed allusive! non c’è mai fine! ed è singolare che tutto ciò lo proponga una donna.

  4. Scusate il mio intervento politically incorrect (come al solito): i padri e le madri di queste, magari ex-povere ma ancora deficienti, ragazzine dove sono?
    A quell’età, invece di cominciare a posare con quell’aria emaciata e lasciva, dovrebbero essere lì che si costruiscono cervello e muscoli (quelli di cui poi, entrambi, sono prive quando sono adolescenti e oche e/o stecchini disgustosi), e di certo non dovrebbero avere il tempo per fare tali servizi fotografici…
    Almeno che pubblicassero i nomi delle suddette – altro he “privacy” …e, se permettono loro tanto, che non mi parlino neppure di “protezione di minori! -… tanto per asicurarsi che i figli di qualche amico non ci si mettano insieme per sbaglio qualche anno dopo…Sapendo i nomi, uno li annota e poi, quando il malcapitato v’incappa, si può sempre dire: “ah, quella che anziché studiare, giocare e fare sport posava da “bocconcino per pedofili” col permesso di mamma e papà?… Io fossi in te cercherei di conoscere meglio la famiglia…”

  5. Infatti nasce tutto da lì. Vi riporto alcune righe di un bell’articolo di Claudio Fava uscito sull’Unità del 22/01/2011.
    “In questa storia da basso impero ci sono anche i padri. E sono l´evocazione più sfrontata, più malinconica di cosa sia rimasto dell´Italia ai tempi di Berlusconi. I padri che amministrano le figlie, che le introducono alla corte del drago, le istruiscono, le accompagnano all´imbocco della notte. I padri che chiedono meticoloso conto e ragione delle loro performance, che si lagnano perché la nomination del Berlusca le ha escluse, che chiedono a quelle loro figlie di non sfigurare, di impegnarsi di più a letto, di meritarsi i favori del vecchio sultano. I padri un po´ prosseneti, un po´ procuratori che smanacciano la vita di quelle ragazze come se fossero biglietti della lotteria e si aggrappano alle fregole del capo del governo come si farebbe con la leva di una slot machine…”
    Se volete leggerlo tutto, e merita, lo trovate qui:
    http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=WWQ3Y

    • eh già, è un problema legato a Berlusconi… senti, scrivi alla Sinisalo dicendole che ha sbagliato ad ambientare il suo racconto in Finlandia.

      • Lo sapevo! Lo sapevo che fra tutto ti saresti soffermato solo su questo!

      • beh, visto che era il “punto qualificante” dell’intervento…

        quanto al resto dei contenuti dell’intervento di Fava, mi pare di aver dato fin dall’inizio l’avvallo. si tratta però di NON dare a Cesare (basso impero) ciò che non spetta a Cesare.

        proprio ieri, con mia moglie, abbiamo tenuto una conferenza sul 150° dell’Unità d’Italia. Testi alla mano, abbiamo dimostrato che nel 1861 questo Paese era ASSOLUTAMENTE IDENTICO a oggi.

  6. In effetti sull’identico a oggi, avrei solo da eccepire un “forse peggio”… Ho da poco terminato una di quelle che chiamo “letture da cesso” (chiamo cosí in gergo tutti i libri che si possono mollare a qualsiasi punto e riprendere, e che non hanno a che fare con questioni di Toràh, che è proibito introddurre in certi luoghi fra i quali bagni, latrine, saune, et similia. Si trattava della “Storia d’Italia” di Denis Mack Smith, molto leggibile, Laterza, 15Euro ben spesi, che raccomando a tutti coloro che hanno studiato in Italia e che quindi possono essersi visti negare l’esposizione nei libri di storia di certe “perle” del “sistema Italia”, dove i “mostri sacri” (NON SOLO il Vaticano, che oggi ipocritamente viene trasformato in co-fautore dell’Unità d’Italia, cosí come solo qualche anno fa venne cancellata l’onta perenne su Casa Savoia contenuta nella Costituzione) non si possono toccare, dove si raccontano unsacco di balle e miti (di questi tempi la retorica è insopportabile!) anche su personaggi in realtà mediocri e poco italiani (Cavour non lo parlava neppure l’Italiano, solo Piemontese, Francese e un pessimo Inglese), Giolitti, che passava anche anni senza metter piede in parlamento, per non parlare del resto dei Primi Ministri pre-Mussoliniani (lui fece che chiuderlo il Parlamento!); fino a gente come Mazzini, che in Italia quasi non ci fu, essendo più in galera che fuori, ricercato dalle polizie di tutta Europa, e la cui influenza – si vede ancora oggi – fu grande solo nel PRI (che infatti non c’è più se non in un fantasma di sé).
    Mi spiace, ma BErlusconi non c’entra proprio un tubo.
    Berlusconi non è la causa, ma la CONSEGUENZA di un sistema marcio, a-morale e moralista, privo di onestà, basato sul futti-futti (persino mussolini si dovette rendere conto, visitando Ponza, che i suoi “dipendenti e sottoposti” (termine che va benissimo anche usato nei confronti del Sig. B. !) s erano fregati i milioni e non c’era né elettricità né acqua potabile che invece ci sarebbero dovute essere da un po’…
    Il problema è l’approssimazione, la ricerca e il mantenimento del potere anziché i confronti di programmi (una volta si chiamava trasformismo) nonché – last but not least – eh sí, proprio nella capitale del Cattolicesimo, l’a-moralità, moralista ma a-morale, il relativismo etico, quello di cui Mussolini stesso si vantava nel congresso fascista del Dicembre 1921 dicendo: “Noi siamo dei relativisti per eccellenza!”
    Altro che Berlusconi, checché ne dica l’Unità, che di certo, parlando di personaggi politici, e lo so perché l’ho letta per trent’anni!, non racconta di certo che, per esempio, “il migliore” si scelse proprio il giudice fascista, razzista e criminale, responsabile dell’ufficio che applicava le leggi razziali sotto Mussolini, cioè Gaetano Azzariti (che fu fra i firmatari del Manifesto della Razza, fu uno dei principali fautori, redattori ed esecutori delle Leggi Razziali, distinguendosi nella persecuzione degli ebrei in Italia come responsabile dell’ufficio addetto presso il governo fascista)… se lo scelse come vice-guardasigilli nel governo del dopoguerra in cui era Ministro di Grazia e Giustizia [síc!]; lo sesso Azzariti che poi, a-moralità completamente bi-partisan, fu fatto Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica DC Gronchi, e divenne pure Presidente della Corte Costituzionale, sé, un FASCISTA MAI PENTITO, fino alla sua morte nel 1961!
    Andiamo, non è Berlusconi il problema se al governo per mezzo secolo possono esservi stati esseri come Moro, Fanfani, Andreotti, Craxi… e se FINO AL 1969, all’ufficio d’Anagrafe di Torino, i libri di famiglia contenevano la dicitura “RAZZA EBRAICA”!!!!
    L’Italia merita ciò che ha.

  7. Ma questa è una buona o una cattiva notizia? Ci deve confortare o far rassegnare?

  8. Insomma, tra gli altri, il mio punto è che i problemi dell’Italia, fra cui l’a-moralità, non li ha creati BErlusconi, ma lui non ne è che la cartina tornasole.

  9. >FINO AL 1969 (…)

    Poi sono nato io, e il mondo ha cominciato a migliorare 😆

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