Villa Falconieri a Frascati. Una visita virtuale

Nonostante la fiducia che riponiamo nella nostra Stefania, amica, ma soprattutto guida (spirituale!) e turistica, storica e archeologa, che ci fa scoprire posti incantantati della spesso sconosciuta città in cui abitiamo, quella fredda domenica mattina all’alba delle 9.30 il Marito e io ci siamo chiesti che ci sarà di bello a Villa Falconieri tanto da indurci a una forzata gita fuori porta a Frascati, abbandonando i bambini allo stato brado?

Non abbiamo dovuto attendere troppo per capire il perché. La villa è situata in un parco bellissimo e un po’… selvaggio. Selvaggio anche per la mancanza di fondi necessari al suo mantenimento, come spesso abbiamo purtroppo potuto verificare in molti siti visitati.
Ora la villa è la sede dell’Invalsi, l’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di istruzione e di formazione (croce di studenti e insegnanti).
Probabilmente nell’ottica che Stefania ci insegna del “non si butta via niente”, è stata edificata sui resti di una villa romana.

La realizzazione della Villa fu voluta da papa Paolo III Farnese intorno alla seconda metà del 1500. Nel 1600 fu acquistata dai Falconieri che la fecero restaurare su progetto di Francesco Borromini.

Non è facile descrivere la sorpresa che si prova entrando in ogni stanza della Villa. Affreschi del 1600, che ritraggono sulle pareti scene di vita quotidiana, con i personaggi riprodotti a grandezza naturale in parte dal caricaturista Pier Leone Ghezzi;  soffitti dipinti nei quali si alternano trompe l’oeil monocromi, a imitazione di marmi e stucchi, e policromi, a raffigurare scene naturalistiche. Il clou, nella sala finale, che Stefania ci ha fatto trovare rigorosamente buia per farci godere appieno della sorpresa nel momento in cui si entrava. Una stanza con le pareti completamente affrescate come fosse un giardino. Piante, foglie e alberi riprodotti perfino negli stucchi.
La mente di tutti è andata immediatamente alla Casa di Livia a Prima Porta, nell’allestimento di Palazzo Massimo alle Terme. Laddove l’esempio più antico era stato reso necessario a causa della mancanza di aperture esterne reali, qui le finestre si inseriscono invece nelle pareti quasi a integrazione della pittura.
L’incanto provocato da quest’ultima sala è stato pari a quello provato in un luogo del tutto diverso (l’opus sectile del Museo dell’Alto Medioevo), che mi ha suscitato la stessa emozione.
Un’opera eccezionale, che ti toglie il fiato. Una villa dalla quale siamo andati via a fatica, costretti soltanto dalla pressione (psicologica) del gruppo successivo che sarebbe dovuto entrare al nostro posto… Beati loro che dovevano ancora ammirarla!
Per finire una notizia inutile: Villa Falconieri ha ospitato le riprese della fiction Elisa di Rivombrosa-parte seconda, andata in onda su Canale 5 nel 2005; era la residenza napoletana del barone di Conegliano. Soddisfatti? Non ancora? Allora eccovi le foto (per le quali ringraziamo Laura) per godervi la visita virtuale alla villa.

 

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