Goal! Una piccola storia di sprechi a Roma

La piccola storia inizia nel lontano 1990, quando lo scultore Mario Ceroli creò la scultura Goal! in occasione dei mondiali di calcio d’Italia  del 1990. Si tratta di un’opera enorme in legno e acciaio zincato, dal peso di 35 tonnellate e alta oltre 16 metri. È costituita da un enorme cubo aperto, inclinato e poggiato su tre vertici, che contiene una sfera formata da elementi pentagonali e triangolari. Un mostro. Di colore rosso per di più.

Terminati i mondiali, l’installazione è  stata smontata e donata al Comune di Roma che nel 2001 ha provveduto a collocarla in viale Tiziano, proprio accanto al Palazzetto dello Sport. Lungi dall’aver fatto bella mostra di sé in questi anni, l’opera d’arte ha sottratto spazio al verde e ai campetti sportivi disponibili per chiunque.

Oggi, come illustrano i cartelli posti sullo spazio cintato intorno a essa, rischia di precipitare, con pericoli seri per i cittadini. È stato dunque necessario realizzare “un intervento di somma urgenza a salvaguardia della pubblica incolumità per la messa in sicurezza ed evitare il collasso strutturale dell’installazione”.

Sorvolando sulla lingua usata in questo cartello, mi chiedo:

  • chi si è occupato, a suo tempo, di posizionare la struttura?
  • quanto si è pagato per questo?
  • su chi graveranno le spese di questi lavori?
  • e soprattutto: non era l’occasione buona per liberarci dell’orrido mastodonte? [ci scusi maestro, ci piace molto, ma non sta in piedi! Poi la si smonta, la si incarta ben bene e gliela si fa recapitare a casa] .

Invece, come si vede dalle foto qui sotto, i Beni Culturali del Comune si sono mossi con sollecitudine e, come si legge nel comunicato stampa, “hanno scelto attentamente metodologie e materiali per garantire il minore impatto possibile anche se, come è ovvio [come è ovvio?] , la struttura per la messa in sicurezza sarà ben visibile e altererà inevitabilmente la visuale dell’opera”.

Dunque, quelli che credevo fossero ponteggi temporanei per consentire i lavori di consolidamento, dovranno invece restare per garantire la sicurezza di chi si troverà a passare da quelle parti. Un mostro ha generato un nuovo mostro.

Continuiamo così.

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9 Risposte a “Goal! Una piccola storia di sprechi a Roma”

  1. Per anni sono passata praticamente ogni giorno per quella via, chiedendomi ogni volta cosa fosse quel mostro, e come Roma potesse essere deturpata da un simile obbrobrio.

    Ora che ne conosco la storia, sono ancora più indignata. Il termine “orribile” non rende l’idea, una discarica di rifiuti, questioni igieniche a parte, avrebbe deturpato meno il paesaggio.

    Oggi poi, questa ciliegina sulla torta…

  2. Come “operaio della fantascienza” trovo godibile questa idea di strutture metalliche che ne generano altre 🙂 ovviamente a prescindere dal lato estetico ed economico…

    Circa 10 anni fa, quando lavoravo come giornalista professionista al mensile di informazione religiosa “Jesus”, la collega Annachiara Valle fece uno scoop sul Crocifisso della GMG di Tor Vergata (che aveva, quello sì, un valore artistico) finito in discarica. “Ah ma no – risposero – era lì solo in deposito temporaneo, provvederemo…”

    Nel Cinque-Settecento, per le megafeste ecc. venivano prezzolati i migliori artisti per realizzare strutture faraoniche di grande effetto, ma in materiali atti a essere smontati e distrutti al termine dell’evento. Imparassimo ANCHE questo da quell’epoca…

  3. Comunque la buona notizia c’è. Come dice ADN Kronos, l’Autore ha manifestato l’intenzione di realizzarne una replica con materiali più duraturi.
    Chissà dove penseranno di metterla!

  4. A proposito di “mostri meccanici”… vi invito a conoscere il robot da combattimento che ho appena inventato:

    Il pilota è una… ragazza.

    Scusate l’off-topic, ma qualche Gentile Lettrice apprezzava questo genere di link 🙂

    • E’ vero, ci piacciono questi off-topic. Però mi devi spiegare perché tutta questa mostruosità violenta è in mano a una ragazza. Mi fa pensare al ministero per le Pari Opportunità in mano alla Carfagna. Uno sfregio, insomma.

      • I robot giapponesi… una “mostruosità violenta”???

        La “suprema figata”, vorrai dire!!!

        La pilotessa ne sarà onorata.

      • vahhh, che delusione, Laura: dinamica, aperta, spigliata… e poi su questo argomento ti comporti come una psicologa da talk-show: “Uddìoddìoddìo, i cartoni animati rovinano le giovani menti…”

        Ah-ha, e la “vostra” Giuditta, allora, la Tagliatrice di teste? e la “vostra” Giaele che, a martellate, conficcò un paletto nel cranio al generale Sisara? eroine nazionali, no? Ecco, fa’ conto che anziché un piolo e un martello avesse a disposizione dei mezzi più sofisticati…

        😛

  5. >una psicologa da talk-show
    Ho fatto anche quello qualche volta, senza “Uddìoddìoddìo”. In compenso sono finita su Blob. L’ho messo nel curriculum 😉

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