Passaporto per la bellezza: immigrati negli USA e interventi estetici

Negli Stati Uniti è in crescita la domanda di interventi estetici da parte di immigrati. Nel 2009 sono  stati 750 mila gli Asiatici, il 5% dell’intera popolazione di questa etnia, cifra più che raddoppiata rispetto al 2000. I Latini sono stati 1 milione e 400 mila (3%), cioè il triplo rispetto a nove anni fa. Per fare un confronto si è sottoposto a tali procedure il 4% dei bianchi.

Tutto questo ha a che fare con il desiderio di assimilazione alla cultura del paese ospite, così come un secolo fa gli Ebrei si facevano modificare i nasi imponenti e gli Irlandesi le orecchie per sembrare “più americani”, ma solo in parte. Oggi, in effetti, la cultura popolare americana influenza fortemente il modo in cui gli immigrati credono di dover apparire e i reality televisivi incoraggiano il ricorso alla chirurgia estetica, ma la maggioranza di coloro che scelgono di modificare il proprio aspetto segue i gusti, le tendenze e gli ideali di bellezza della cultura di appartenenza. Quindi le parti del corpo che chiedono di modificare sono diverse a seconda della cultura di appartenenza.  Vediamo alcuni esempi.

  • Donne dominicane: sollevare e ingrandire le natiche
  • Cinesi: modificare i nasi all’insù orientandone la punta verso il basso (porta fortuna) e allungare e ingrandire i lobi delle orecchie (segno di prosperità)
  • Donne russe: ingrandire il seno
  • Coreani: ridurre le mascelle
  • Donne egiziane: lifting del viso
  • Donne iraniane: modificare il naso
  • Donne latine: ingrandire il seno e aumentare le “curve”
  • Donne asiatiche: modificare le palpebre per far apparire più grandi gli occhi.

E le donne di origine italiana, vi chiederete, non richiedono trattamenti estetici? Ma certo che sì! Ma mica vogliono farsi gonfiare le labbra fino a sembrare degli ornitorinchi, o ingrandire il seno fino ad arrivare a una quinta/sesta misura come da noi! No. Loro si fanno ringiovanire le ginocchia! E io, anima semplice, che non ci avevo mai pensato!

Dunque, a New York si è sviluppato un mercato di nicchia con numerose strutture, ciascuna frequentata da un particolare gruppo etnico. E se i costi sono troppo elevati per le tasche di queste persone in cerca d’autore, ci si rivolge a operatori privi di titoli e di autorizzazione.

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rinunciare all'animosità significa diventare liberi

2 Risposte a “Passaporto per la bellezza: immigrati negli USA e interventi estetici”

  1. Io sì che ci avevo pensato, eccome! magari nella prossima vita sarò una donna di origine italiana, trapiantata a New York…

  2. Seeeee! E se nella prossima vita rinasci scarafaggio?

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