Guarda che ti passa… il dolore

Che fate quando prendete una botta, o urtate contro uno spigolo, oltre a tirare giù un moccolo come Dio comanda? Acqua fredda? Ghiaccio? Antidolorifici? Tutto sbagliato. Non dovete far altro che guardare la parte del vostro corpo offesa e il dolore, come per incanto, passerà. Sorpresi? Non ci credete? È la Scienza che lo dice.

Già un paio di anni fa un gruppo della University College di Londra evidenziò che persone a cui veniva procurato del dolore alla mano con un laser, vedevano ridotta l’intensità del dolore provato se guardavano la mano.

Oggi è stato realizzato un esperimento simile, pubblicato su Psychological Science, che in più prevedeva l’uso di specchi che facessero apparire più grande la mano dopo che era stata investita da uno stimolo di calore sempre più elevato. Si conferma che guardare la parte del corpo dolente aumenta la resistenza al dolore in media di 3 gradi. Oltre a questo, si è rilevato che la percezione del dolore diminuisce ulteriormente quando la mano viene vista ingrandita e aumenta quando viene vista rimpicciolita.

Secondo gli stessi Scienziati, ci sono anche altri modi per cacciare il dolore: ammirare un’opera d’arte, giocare a videogiochi di combattimento o di sport e persino percepire con l’olfatto odori piacevoli.

La prossima volta che vi date una martellata mentre attaccate un chiodo, dunque, non perdete di vista il dito, con gli altri nove dedicatevi alla Xbox, dopo, ovviamente, aver avuto cura di sistemare intorno a voi una serie di candele profumate. Ah! Naturalmente fatemi sapere.

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5 Risposte a “Guarda che ti passa… il dolore”

  1. Sembrerebbe proprio che la natura confermi che la sola cura per la paura sia il coraggio, il che non è affatto uno scherzo.
    Quindi, la prossima volta che portate i vostri bambini a fare un prelevo di sangue, anziché la solita cretinata di dire loro di guardare dall’altra parte mentre l’ago entra, dite loro di guardare molto bene il tutto, attentamente: insegnerete loro cil coraggio, a capire che in fondo è una cretinata, una punturina che dura una frazione di secondo, e li aiuterete anche a sentire meno dolore, oltre a FAR FRONTE alle cose della vita e non avere la paura fra le reazioni a loro normali.

    • Mi piace molto quello che tu dici, che la sola cura per la paura è il coraggio, e sono perfettamente d’accordo con te. Solo, hai scelto un esempio non calzante, secondo me. Il prelievo potrebbe fare non paura, ma impressione: sapessi quante volte sono svenuta quando mi andavano gli occhi sopra l’ago infilato nel braccio e la provetta che lentamente si andav riempendo!

      • 🙂
        Ci si abitua anche a guardare aghi che entrano e sangue che esce… 🙂 … Fa veramente meno male… Basta ripetersi fino alla nausea: “in fondo non è un gran che”… “it’s not a big deal!”… Un po’ di training autogeno…
        Anche se capisco benissimo che il proprio sangue faccia più effetto….
        🙂
        …E lo dico da uno che in quanto “Chovesh Bachir” e “Paramedic” ne ha viste di cotte e di crude: gente a pezzi, sparata o esplosa, bruciata eccetera, senza batter ciglio ma prestando soccorso con la freddezza di un ghiacciolo (non è cosí “dopo”…), e che tuttavia non rimane altrettanto freddo nel vedere se stesso sanguinare, anche se dal di fuori non si nota… 🙂

  2. Facili ironie a parte (mi riferisco al post iniziale, non ai commenti di HaDaR), da vari mali come influenze e slogature mi auto-guarisco semplicemente concentrandomi E rilassandomi.

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