Pena esemplare per giovane antisemita

Notizia in tema con la Giornata della Memoria. Siamo in Olanda. Omar, 18 anni, aveva scritto nel sito GeenStijl, già noto per aver ospitato contenuti estremisti e provocatori, che gli Ebrei devono essere sterminati. Il caso è arrivato in tribunale e al giovane è stata comminata una pena esemplare. Dovrà svolgere 16 ore di servizio per la comunità. Il bello è il luogo a cui è stato assegnato: la casa di Amsterdam dove si nascosero Anna Frank, la sua famiglia e gli amici Van Daan prima di essere deportati e assassinati dai nazisti. È un luogo struggente, visitando il quale ci si rende conto davvero in quali condizioni queste persone hanno vissuto, in quali spazi ristrettissimi e come Anna, una ragazzina inizialmente di 13 anni, ha passato due anni sognando e aspettando una vita normale che per lei non è mai arrivata. Oggi la casa di Anna è un museo e un centro di monitoraggio e di studio sul razzismo e sull’estremismo.

Spesso, l’antisemitismo è figlio dell’ignoranza. Forse per Omar questa potrà essere una preziosa esperienza di crescita. Solo una obiezione: 16 ore sono pochissime! 160 gliene dovevano dare!

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7 Risposte a “Pena esemplare per giovane antisemita”

  1. eh, sì, almeno 160, se non 1.600!
    ognuno vede quello che sa e l’ignoranza non consente di vedere tante cose!
    ieri sera ho assistito, in diretta su La7, all’opera teatrale “Ausmerzen”, un monologo – agghiacciante – di Marco Paolini sul programma di eugenetica nazista, una sorta di «prova generale» dello sterminio messo poi in atto con la «soluzione finale». Lo stesso Paolini ha detto che non ne sapeva nulla, prima di interessarsene. personalmente ignoravo dettagli, nomi dei luoghi, tanti, in cui sono stati perpetrati i crimini, con la collaborazione e la connivenza di tanti. è importante sapere, non ignorare, anche perchè spesso mi domando “che farei io in circostanze simili? come medico e come cittadino?” e tante circostanze, anche quotidiane, mi pongono il problema di scegliere, di decidere, di schierarsi, in particolare in favore delle persone più deboli e/o che hanno meno strumenti per muoversi nella società.

    • Hai ragione, proprio un monologo agghiacciante, intenso. E lui, tra parentesi, è stato fantastico. E’ un’opera da mostrare nelle scuole. Come dice lui, il fulcro dell’operazione, il vero cavallo di Troia, sono stati i medici di famiglia. Se non ti fidi di loro di chi ti puoi fidare? Interessante anche, nel finale, l’invito ai medici di oggi a coltivare la memoria, a tener presente che gli strumenti che hanno oggi vengono in parte anche dagli esperimenti dell’epoca sulle persone “inutili” come quelle e da appartenenti a razze inferiori.

      • Beh, quest’ultima affermazione mi fa accapponare la pelle. Quando un mio collega disse che la medicina di oggi deve molto agli esperimenti che i nazisti fecero sugli ebrei, si è beccato un vaffa che ancora risuona in tutto l’edificio. 😯

  2. A proposito dell’ignoranza e della memoria, date un’occhiatina qua, ho l’impressione che ci sia un commentatore che avrebbe bisogno di un bel po’ di ore nella casa di Anna Frank!

    https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8384770454742778292&postID=6800352512851534568&page=1&token=1296465510249

  3. Troppa gente ne avrebbe bisogno: sono capitata in un blog di comunicazione e si parlava di Gad Lerner (e ovviamente della telefonata di Berlusconi). Bene, è uscito fuori anche in quell’occasione l’antisemita-fintocolto di turno. Sono intervenuta un paio di volte, ma poi ho scelto di lasciar stare e di non cascarci più: ha ragione il Marito, non si riesce a cavar sangue da una rapa!
    Quindi resisto alla tentazione e non clicco sul tuo link!

  4. Stasera è successa una cosa che mi ha lasciato così. Stavo raccontando a un gruppo di amici, persone di un certo livello culturale, che c’è un editore interessato a pubblicare un mio libro in America.
    Chiedono: “Ma è un editore americano o italiano?”
    “Americano, però di ascendenza italiana”, e dico il cognome.
    Reazione: “È ebreo”. (Boh, sarà, la mia competenza in materia si limita al cognome Levi)… e poi giù la solita tiritera di luoghi comuni: i soldi, l’onnipotente Mossad…

    Possibile che uno non faccia in tempo a pronunciare la parola “ebr—“, che cominciano a volare questi discorsi?

    Comunque, ho dalla mia parte Nietzsche, che si giocò l’amicizia con Wagner perché lui, Nietzsche, andava in giro con un amico ebreo; e Wagner non era disposto a tollerare la cosa.

    • Mandiamoli a lucidare per 16 ore le monete nel deposito del tuo editore ebreo americano! Purtroppo, come hai toccato con mano, non c’è livello culturale che tenga: è un fenomeno trasversale.

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