Mendicanti


Edgar Degas: La mendicante romana - 1857

Mi ricordo una scena memorabile nel film Gente di Roma di Ettore Scola. Un mendicante si avvicina a una macchina mostrando alla guidatrice un cartello che diceva una frase del tipo “sono malato, non ho lavoro, qualche soldo per mangiare”. La signora comincia a ravanare nella borsa, noi pensiamo alla ricerca di qualche spicciolo. Invece tira fuori a sorpresa un cartello, simile a quello del mendicante dove c’era scritto:

SONO SEPARATA, PRENDO 1000 € AL MESE, HO 3 FIGLI, E UNA MADRE ALCOLIZZATA A CARICO:

CHE VOLEMO FA’?

A Roma siamo abituati ai mendicanti di ogni ordine e grado. Dai polacchi (che polacchi non sono più) che lavano i vetri ai semafori, agli zingari che ostentano per strada le proprie menomazioni per suscitare pietà e chiedere soldi (ma le mie 6 ernie del disco, che non si vedono, non fanno pena a nessuno?). I giocolieri che ai semafori intrattengono gli automobilisti con i loro numeri da circo (creativi!); e chi, fumando, mostra un cartello che dice: SONO UN CAMIONISTA MALATO DI CUORE, AIUTATEMI (e mia figlia – 10 anni – commenta: “Ma è scemo? È malato di cuore e fuma?”). L’ultima l’ho vista l’altra settimana a piazza Tuscolo: il mendicante tecnologico: berretto in mano, chiedeva spiccioli ai passanti… mentre parlava al cellulare! Roba da pazzi!!!!!

Oppure all’uscita dai supermercati ti vedi inseguire da ragazzi che (dopo essersi accuratamente accertati che tu abbia già messo nel bagagliaio le pesantissime buste della spesa, in modo da non doverti aiutare) ti chiedono di rimettere a posto il carrello per prendersi la moneta (duemilalire!!!!!)… Ma va’ a lavora’ in miniera!!! Proprio a me che, il 17 del mese, il POS, per una spesa di 39 € mi ha risposto “disponibilità insufficiente”!

Non parliamo poi dei mendicanti più anziani, spesso ubriachi che al semaforo vorrebbero soldi in cambio… di che? Di una spolverata ai fari! Macchemmefrega dei fari!

Mendicante in maschera

La categoria più irritante però per me resta quella che il Marito chiama I TEATRANTI. Li trovi (sempre ai semafori, naturalmente) estate e inverno, col caldo torrido e col gelo, vestiti sempre allo stesso modo: coperti solo da un vecchio, liso e sudicio cappotto pesante, spesso legato con un sacco dell’immondizia al posto della cintura, sporchi in viso e a piedi nudi. Sempre uguali. In ogni stagione, a ogni semaforo. Una vera e propria divisa. Tanto che più volte abbiamo visto la stessa ragazza che vedevamo ogni giorno mascherata al semaforo di Via Druso, uscire dalla metropolitana del Circo Massimo pulita e vestita di tutto punto, con gli abiti “di scena” in mano. Pronta per andare a lavorare come fosse un’operaia con la sua tuta blu, o un medico con camice e fonendoscopio nella borsa. Oppure quell’altro che, sempre con l’immancabile divisa, si aggira tra le macchine ferme deambulando come fosse storpio, e poi lo becchiamo dietro a un cespuglio che mangia il suo panino senza nessuna esitazione nei movimenti.

Cerco sempre di essere comprensiva e di spiegare ai bambini, che spesso in macchina assistono agli sproloqui del Marito, che si tratta sempre e comunque di persone sfortunate, spesso sotto schiaffo dei racket. Comunque da compatire in qualche modo. E però.

Quando ti rendi conto di essere presa in giro, allora scatta il nervosismo globalizzato contro tutti indiscriminatamente.

E nonostante la Corte Costituzionale abbia modificato l’art. 670 del Codice Penale abrogandone il primo comma che stabiliva  l’arresto sino a tre mesi per “chiunque mendicasse in luogo pubblico o aperto al pubblico” ricordo che resta invece punibile la mendicità invasiva: vale a dire che può essere arrestato chi mendica simulando infermità per destare l’ altrui pietà , o in modo fraudolento o vessatorio. Non è mia intenzione di certo scatenare una guerra contro i poveracci costretti dalla vita o dalla malavita a chiedere l’elemosina. Però sarebbe corretto fare dei distinguo, perché in questo modo la mia irritazione indiscriminata fa si che per non rischiare che i miei soldi vadano nelle mani sbagliate non faccio più elemosina a nessuno. Quando ho smesso di farla? Uscivo da una panetteria e un ragazzo (italianissimo) mi è venuto incontro chiedendomi: Per favore, qualcosa per mangiare! E io, senza neanche pensarci un attimo gli ho porto uno dei due filoni che avevo nella busta. Sapete che mi ha risposto? No…. è che mi servono i soldi per andare in trattoria con gli amici!

Mavvvvaaaffaaaa…..

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2 Risposte a “Mendicanti”

  1. Qui ho trattato lo stesso tema:

    http://donnaemadre.wordpress.com/2010/12/15/carita-pelosa/

    Comunque, modifica o non modifica del codice penale, l’accattonaggio è spesso invasivo e assolutamente inpunito, ed è sempre stato una grande piaga.

  2. …non me lo scorderò mai; era a Milano ed eravamo insieme. Mi capita spesso di raccontarlo e chi mi ascolta stenta a crederci!

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