Le tette sono l’anima del commercio

Come molti romani al rientro dalle vacanze sono incappata nel poster pubblicitario gigante (riprodotto qui di fianco) che mi ha incuriosito molto. Chi mi conosce sa perchè.

Leggo lo slogan: TI PIACEREBBE AVERLE COSI? TE LE PAGO IO!!! Un seno piuttosto florido costretto in un insipido reggiseno bianco ne fa da sfondo. Sul seno sinistro il logo “Velluto – Salviette e assorbenti” e in basso un numero di telefono di Roma appartenente a tale sig. Dino Di Felice. Chiamo. Mi risponde una ragazza che mi informa che Velluto è un marchio che commercializza, assorbenti, salvaslip, cotton fioc e quant’altro (quanto odio quant’altro????) e che inviando 3 prove di acquisto si possono vincere 6.000 € da utilizzare per rimodellamenti estetici. Che vuol dire? Chirurgici? le chiedo. Dice che c’è scritto rimodellamenti estetici. Le domando anche se posso scegliere io dove recarmi a esigere la vincita eventuale, e mi risponde che non lo sa, non c’è scritto. Navigando sul sito di Velluto scopro che in effetti il concorso esiste, che si possono vincere 6000 € in interventi di chirurgia estetica, non plastica (?????) e non alle arcate dentarie (???); scopro quindi che c’è chi spende soldi per farsi la plastica alle arcate dentarie e scopro che sul sito c’è anche la foto di un sedere, lato B della signora immortalata sopra, evidentemente co-protagonista di un’altra loro campagna pubblicitaria. E mi domando: in pubblicità tutto è lecito, ormai si sa, ci siamo abituati. Ci hanno abituato anche a spettacoli in TV che vanno in onda direttamente dalla sala operatoria e condotti da un chirurgo plastico e a ospiti che mostrano il loro corpo prima e dopo gli interventi. Siamo nella società dell’immagine, per non soccombere si deve aderire a uno stereotipo. Ma è normale che perfino per vendere degli assorbenti (di marca sconosciuta, almeno per me) invece che elogiarne i vantaggi, si premino le consumatrici con simili vincite? Non sono affatto contraria alla chirurgia plastica ma credo che scegliere di ricorrervi deve essere una scelta ponderata, non il frutto di una vincita di un concorso. Non credo sia giusto accalappiarsi clienti con specchietti per le allodole simili a questi. Ma soprattutto non ritengo etico creare modelli estetici a cui le donne dovrebbero uniformarsi. E tutto in cambio di un salvaslip.

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11 Risposte a “Le tette sono l’anima del commercio”

  1. Ma se una sta a suo agio col salvaslip, perché non rifarsi anche le tette? 😆

  2. Già, come la pubblicità dei tampax, ti ricordi?
    “Ci puoi andare anche a cavallo!”
    In questo caso:

    “Sono talmente comodi che ti ci puoi anche rifare le tette!”

  3. Certo! E se compri un’auto nuova, oltre alle tette ti rifai pure le natiche, così stai più comoda!

    Per i maschi, è prevista una falloplastica adduttiva? Sai com’è, mi devo attrezzare con la stagnola!

  4. Questo espediente si perde nell’ormai mare sconfinato di tecniche ingannevoli e subdole di cui questa cosidetta “società moderna” ci ha ormai nauseato.

  5. Il prossimo slogan di questo salvaslip? Velluto: il salvaslip più amato dalle donne con le tette piccole!

  6. dhr, ti sei accorto che abbiamo ignorato il tuo commento scorretto?

    😀 😀 😀

    • Non era affatto “scorretto”: ogni volta che mi riferisco al fatto di bloggare spesso sul sito “Le ragazze” devo affrettarmi a precisare che il nome non significa ecc. Sull’elenco Preferiti del computer è registrato come “blog delle 3″…

      In ogni caso, cfr. commento di Jacob.

      • dhr, lo sai che hai ragione? Ogni volta che lascio il biglietto del blog a un collega, penso alla faccia della moglie se glielo trova nel portafoglio!

  7. Ora avete smesso di ignorarlo…..
    Per DHR ce ne fossero di ragazze come loro!!!!! 😉

  8. anch’io sono rimasta sfavorevolmente colpita dal manifesto, anzi dai due manifesti, perchè in un punto di via trionfale, passando avanti e indietro con l’autobus, ho avuto la “fortuna” di vedere entrambi i manifesti, quello delle tette e quello del culetto e, per l’ennesima volta, mi son detta quanto sia sfacciato utilizzare il corpo delle donne per la pubblicità!
    confesso, tuttavia, che non avevo capito nulla di tutto il retroscena: pensavo bastasse telefonare al numero di cellulare e pagare il dovuto, non comprare gli “accessori” per partecipare! son proprio oca!
    quindi condivido, pubblicità ingannevole, e grazie alle “ragazze” di avermi svelato l’arcano! senza parole!

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