Il ruggito di ALicE: venditori porta a porta

La storia del Ruggito del coniglio di oggi è una vera e propria avventura di ALicE in piena regola.

Tutto è iniziato con il ritardo clamoroso con il quale sono uscita di casa ieri mattina. Dopo aver accompagnato a piedi (correndo) il piccolo all’asilo sono entrata in macchina (tutta sudata) e la prima parte della mia trasmissione preferita era già bella che andata. Così, sempre più in ritardo, ma ormai a due passi dall’ufficio, ascolto anzi, intuisco, che il tema riguardava “le vendite porta a porta”. Bene: ho una storia carina da raccontare, che i lettori del blog (almeno i più assidui) conoscono già. Quindi mi decido a chiamare, anche se con poca speranza di prendere la linea, data l’ora tarda rispetto al solito. Invece è libero. Per troppo tempo. Non risponde nessuno. Stavo già per desistere quando sento la solita voce che mi chiede di raccontare la mia storia. Alla fine riaggancia dicendomi che mi avrebbero richiamato.

Entro in ufficio, con un pochino di ritardo, mi siedo alla scrivania e comincio a lavorare. Dopo una mezz’ora (non ci speravo più) arriva una telefonata da “numero privato”. Mi alzo come un fulmine e esco di corsa dalla stanza (un open space) per rispondere. La stessa voce di prima mi mette in preascolto (ormai sono del mestiere!) e mi dice che sarei stata la prima a intervenire dopo la canzone. Esco e mi avvio verso le scale, dove di solito non transita nessuno. Infatti: un viavai di gente come neanche il sabato pomeriggio sul corso. Correndo, con Ligabue che mi cantava nell’orecchio, mi avvio verso l’altra scala… Ah, no! Quella va diretta diretta all’ufficio del personale (e di questi tempi non mi pare il caso). Scendo velocemente verso la sala break… Ligabue cantava ancora indefesso. Non solo la trovo piena. La trovo piena di… capi !

L’unica è scappare. Correndo come una matta scendo le scale pregando di non perdere il segnale e imbocco finalmente l’uscita dove, col fiatone, sudata intinta, e con la lettera di licenziamento praticamente in tasca, riesco a raccontare la mia storia di vendite porta a porta.

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2 Risposte a “Il ruggito di ALicE: venditori porta a porta”

  1. Beh, stavolta la presentazione del video e la cronaca della tua fuga dall’ufficio hanno superato persino la simpatia del tuo intervento in trasmissione 😉

    Troppo simpatica (e troppo vera!) tutta la scena!

  2. sono d’accordo con ifigenia, molto bello il racconto che ti fa partecipare. mi sono immedesimato, non fosse altro per il sudore che in queste situazioni aumenta progressivamente e inesorabilmente.

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