In treatment: la seconda stagione

in-treatmentin-treatment-season-2

Stasera sera arriva sui nostri schermi la seconda attesa stagione di In treatment, la serie televisiva statunitense della tv via cavo HBO, quella, per capirci, di Sex & the City, ma anche di Tell me you love me, I Soprano, Six feet under, tutti telefilm innovativi, di cui è andata la prima dal settembre 2008 su Cult di Sky. E proprio di un telefilm cult si tratta, dall’originalissimo format di diretta derivazione dalla serie israeliana Be Tipul.

Sono stati 43 episodi di 30 minuti circa trasmessi dal lunedì al venerdì. Ogni episodio dei primi quattro giorni della settimana è una seduta di psicoterapia individuale o di coppia: abbiamo potuto vedere ciascuno dei pazienti procedere nell’analisi sempre nello stesso giorno, settimana dopo settimana, così come accade generalmente nella realtà. I venerdì, invece, l’analista li dedicava, con la collaborazione di una collega di antica data, alla supervisione dei casi, sostituita successivamente da una terapia personale alla luce di alcuni eventi sopravvenuti nella sua vita.

Il telefilm è avvincente e coinvolgente, nonostante l’impostazione teatrale: la maggior parte delle scene si svolge infatti nella stanza della psicoterapia, pochi gli esterni. Si viene catturati dalle storie che le persone portano, dai problemi che stanno affrontando e dall’evoluzione della loro situazione clinica, nonché dai nodi della relazione terapeutica, compresi i temi dell’innamoramento e dell’etica professionale. Le sedute, infine, sono descritte in modo molto verosimile, i dialoghi non sono banali, i personaggi non sono stereotipi.

Paul, il terapeuta, con i suoi chiaroscuri umani e professionali è magnificamente interpretato da Gabriel Byrne (I soliti sospetti, Golden Globe 2009 per questo telefilm), Gina, la collega, da Dianne Wiest (vista in molti film di Woody Allen, Emmy, l’Oscar televisivo, 2008). Ottima la recitazione anche degli attori che interpretano i pazienti, alcuni di loro già noti sia nel cinema che in televisione.

Ci aspettano, dunque, nuove emozionanti storie e sicuramente anche qualità e gradevolezza.

Annunci

Informazioni su laura

rinunciare all'animosità significa diventare liberi

Nessun commento ancora... lascia il tuo commento per primo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: