The Mentalist

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Ho appena visto il ventitreesimo e ultimo episodio della prima stagione della serie televisiva statunitense The Mentalist trasmessa su Joi di Mediaset Premium da aprile a luglio. Si tratta di telefilm polizieschi che hanno per protagonista una squadra investigativa del California Bureau of Investigation (CBI). Attualmente negli Stati Uniti sta andando la seconda stagione. Da noi è appena iniziata la programmazione in chiaro su Italia 1 e subito sono arrivati i problemi: in seguito ai bassi ascolti dei soli primi due episodi la serie è stata spostata in seconda serata. E qui si apre il capitolo auditel che ormai guida le decisioni circa i palinsesti decretando spostamenti e chiusure anticipate di programmi (un pensiero alla povera Clerici e al suo Tutti pazzi per la tele). Tuttavia, nel caso delle serie televisive, come è stato ampiamente sottolineato nella stampa estera e nostrana, gli ascolti ridotti sono paradossalmente il risultato del gran successo. Quel che accade è che grandi numeri di persone scaricano dalla rete (pratica deplorevole che io disapprovo fortemente!!!) le varie puntate o in originale, o sottotitolate in italiano, o dopo la trasmissione sui canali a pagamento. Sicché quando una serie di grido, come per esempio Lost, arriva su una tv generalista è stata già vista da tantissima gente. Il vero successo, dunque, oggi si dovrebbe valutare anche dal numero di download attraverso i siti peer-to-peer.

Tornando al telefilm, The Mentalist, secondo la definizione che precede ogni episodio è “una persona che ricorre all’acutezza mentale, all’ipnosi e/o alla suggestione. Chi padroneggia la manipolazione del pensiero e del comportamento”. La figura centrale e la più interessante è proprio costui, cioè il consulente del CBI Patrick Jane, interpretato da Simon Baker, già visto ne Il diavolo veste Prada, uomo dalle mirabili capacità di osservazione di ogni dettaglio, anche minimo, che lo portano per induzione a trovare la soluzione dei casi. È un personaggio molto brillante, simpatico, un po’ sbruffone, eccentrico, talvolta provocatore e impertinente, che fa la differenza rispetto ad altre serie analoghe. Come per esempio la pur apprezzabile Lie to me. Insomma, dei telefilm gradevoli, divertenti, rilassanti e, aspetto non da poco, facili da seguire anche quando si è svuotati da giornate intense.

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3 Risposte a “The Mentalist”

  1. Non mi stupisce affatto che “Dementalist” sia stato spostato in seconda serata! Vedere soltanto mezzo telefilm e’ un peccato. Meglio “dormirselo” tutto!

  2. ahahah solita solfa all’italiana. in america il telefilm è un successone io sono arrivato al 15 episodio della seconda serie ed è uno spasso ma in italia se non si parla di sesso, di scopate e tradimenti il prodotto non tira. bye bye!!!!

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  1. The Mentalist | BNotizie Magazine - 6 ottobre 2009

    […] l’articolo originale: The Mentalist Tags: Articolo, California Bureau Of Investigation, Cbi, Mediaset Premium, Negli Stati Uniti, […]

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