Lost: Non è un telefilm per vecchi!

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Prima di entrare nel merito, intendo rassicurare che non farò alcuna anticipazione e non introdurrò alcun elemento riguardante le vicende e i personaggi che possano rovinare il piacere di chi aspetta di gustarsi in chiaro su Rai Due questa quinta serie appena terminata su Sky, o di chi è rimasto indietro con le puntate.

Forse il titolo di questo post, che come si sarà capito parafrasa quello di un recente film dei fratelli Coen, è troppo limitante quando parla di vecchi. Secondo me, questo telefilm non è adatto nemmeno alle persone come me, insomma adulte, ma con la memoria non in perfetto stato. Sì perché seguire Lost, puntata dopo puntata, serie dopo serie, è un lavoro, non un relax. Per stare dietro agli accadimenti, ai flashback e ai flashforward, ai dettagli difficili da notare che poi si rivelano determinanti decine di puntate dopo, ai dialoghi nei quali ogni parola ha una funzione precisa, sarebbero necessari un “cervello spiccio”, come si dice nella mia famiglia, e una memoria a prova di senilità. Insomma, ci vuole impegno, si rischia la frustrazione, ma io mi sono incaponita e non mi sono data per vinta. Dunque, mi sono sempre attrezzata a vedere tutte le puntate con mia figlia accanto affinché potesse fare luce nel mio buio. Infatti, mi capita in continuazione di fare pause nella visione e di chiedere chiarificazioni. Alla lunga, la vedo farsi incredula per la stupidità, secondo lei, delle mie domande (“Ma non ti ricordi? E successo SOLO 5 puntate fa!”) e più impaziente per le mie ripetute interruzioni. A volte ho anche timore a chiedere: seppure alla fine non capirò proprio tutto tutto pazienza, no?

Quel che ho detto fin qui, tuttavia, non deve trarre in inganno. Io ritengo Lost una delle serie americane più interessanti, più intelligenti e più affascinanti in assoluto. Ogni puntata ti tiene con il fiato sospeso e ti lascia con la voglia, l’impazienza di vedere la successiva. I colpi di scena si susseguono, non ci si annoia mai. I personaggi sono ben disegnati e caratterizzati e gli attori si dimostrano all’altezza. E dietro al filo della storia è possibile individuare sottotesti e letture a diversi livelli. L’ideatore, J.J. Abrams, aveva già mostrato il suo valore in Alias e continua a intrigare con Fringe, di cui Steel di Mediaset Premium ha mandato in onda la prima serie l’inverno passato, ma con Lost ha toccato vertici difficilmente eguagliabili.

Ora, in crisi di astinenza, aspettiamo la sesta e ultima serie.

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7 Risposte a “Lost: Non è un telefilm per vecchi!”

  1. -_-‘ confermo…è spesso parecchio irritante vedere Lost con mia madre..ma le si vuole bene lo stesso!!!:)

  2. Alzino la mano quanti di voi chattano regolarmente con la propria suocera…. Bene visto che sono il solo ad alzarla inizio con i miei complimeti a Laura per la “tenacia” e per la sua mente assolutamente sempre pronta alle nuove scoperte. A questo punto un paio di considerazioni:
    1) Lost, almeno per quello che mi riguarda, è uno “spiccia cervelli” per usare la metafora del post, cercare di capire continuamente cosa stanno cercando di dire gli autori attraverso dettagli o inquadrature veloci. Fare continui collegamenti tra le varie serie, da quella sensazione da caccia al tesoro delle elementari.

    2) Non è necessario fare tutti i collegamenti o coglierne i dettagli per apprezzarne i contenuti e l’originalità e soprattutto seguire il filo del discorso.

    3) Lost mette d’accordo le generazioni. Ho visto con i miei occhi ragazzi poco meno che adolescenti discutere di scenari e complotti con persone più grandi facendogli letteralmente le scarpe… infatti non serve solo una buona memoria per seguire questa serie serve anche molta fantasia.
    Quindi brava Laura e vediamo come finisce…..
    Jacob

  3. Anche io sono costretta a vedere LOST con i miei genitori, ci vuole pazienza, ogni due minuti a stoppare e a fare il punto della situazione. 😀
    Lost e’ davvero un bel telefilm, che mi appassiona dalla prima serie!
    Sto pianificando alla fine della sesta serie di ricominciare a vederlo dalla prima puntata della prima serie.

Trackback/Pingback

  1. Videocrazia « Il Blog delle Ragazze - 27 agosto 2009

    […] di un gruppo di ghost writers chiusi in una stanza, tra loro forse anche gli sceneggiatori di Lost, con il compito arduo di inventare un bel po’ di argomentazioni fantasiose, almeno un po’ […]

  2. The Mentalist « Il Blog delle Ragazze - 6 ottobre 2009

    […] o dopo la trasmissione sui canali a pagamento. Sicché quando una serie di grido, come per esempio Lost, arriva su una tv generalista è stata già vista da tantissima gente. Il vero successo, dunque, […]

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