Archivio | LIBRI Feed RSS per la sezione

Comma 22: Commedia (3)

commedia3
 
E Dante va su Marte. Là c’è gente,

là il Sacro Lino dipinto dal flash.

dhr

Comma 22: Space Odyssey

spaceodyssey
 
 
Uomo era, Polifemo; poi gonfiato

da quel virus alieno a forma di occhio.

dhr

Comma 22: flash

flash
Chiusi in casa. Città distrutta. Loro 

zàmpano immensi, voci-lanciafiamme.

dhr

Comma 22: Ombra dal tempo

GoK_1926
New York, negli anni Venti. Georgia O’Keeffe

lo incrocia in strada. Lovecraft la ignora.

dhr

Comma 22: Poe

PoeNero, sul bianco busto di Minerva,

il Microraptor gli disse: “Mai più”.

dhr

Comma 22: sogno (1)

La domenica senza dhr, che domenica è?

Tutti noi sentivamo la mancanza dei suoi post settimanali, sull’arte e sulla letteratura. Meno male che anche questa volta il nostro colto amico virtuale (ma anche un po’ reale!) è corso in nostro aiuto (sarà forse che anche lui non riesce a stare senza di noi???). E che si è inventato stavolta per la sua rubrica domenicale? Ecco: inventato è proprio la parola giusta, perché questa è davvero farina del suo sacco: si tratta di micro-raccontini di fantascienza scritti e illustrati con le sue manone! E questi brevi scritti sono caratterizzati dall’essere composti di due endecasillabi attraverso i quali dhr  racconta personaggi, situazioni, atmosfere e azioni; la regola è che anche se non c’è rima, il numero di sillabe e la posizione degli accenti devono essere quelli regolari. Una prosa ‘ritmica’ e concentratissima, insomma, con idee quasi sempre prese e rielaborate dalla storia della letteratura.

Il titolo della rubrica “Comma 22″ oltre a citare il famoso romanzo di fantascienza, si riferisce alle 22 sillabe che compongono ogni racconto. Speriamo vi piacciano! Noi ne abbiamo letto qualcuno in anteprima e ci hanno incuriosito tantissimo!

Ovviamente: ancora grazie Diaccae’!

sogno1

 
È snella, platinata, con tre braccia.

Con un toppino grigio va in palestra.

dhr

L’yiddish risorge a nuova vita

vishniac

R. Vishniac: Un mondo scomparso

Come sappiamo, l’yiddish è la lingua, un misto di ebraico e tedesco, parlata abitualmente dagli ebrei dell’Europa orientale, che erano, secondo le stime, oltre 11 milioni prima che i nazisti ne eliminassero una grandissima parte, distruggendo ghetti e shtetlak (villaggi) dove vivevano. Dopo la guerra alcuni scrittori, il più importante Isaac Bashevis Singer, premio Nobel 1978, hanno tentato di mantenerla in vita, ma con la morte dei pochi superstiti si è temuto che fosse destinata a scomparire con loro.

Invece, inaspettatamente, ha ricominciato a diffondersi, sia tra gli ebrei religiosi che tra i giovani anche non ebrei desiderosi di approfondire la storica cultura anche attraverso la lettura di opere in lingua originale.

Infatti, ogni anno dai mille ai duemila studenti affrontano l’yiddish nelle più importanti università americane, tra cui Harvard, Columbia, Berkeley e Rutgers.

Come conseguenza di tutto questo The Forward, il giornale ebraico vecchio di 115 anni, ha deciso di rinnovarsi, ringiovanendo e migliorando il sito web (vebzaytl) in yiddish che proporrà podcast quotidiani di corrispondenti da Mosca, Gerusalemme, Parigi, Varsavia, Melbourne e Buenos Aires. Ci saranno inoltre diversi blog, gestiti anche da studenti, che proporranno materiale di lettura, riflessioni sull’attualità e la possibilità di creare delle reti.

Una svolta inaspettata e importante che porterà alla diffusione di una cultura ricca e profonda, altrimenti destinata all’oblio, e a un nuovo fermento culturale.

Il diavolo nei dettagli: Un gradito ritorno

ChagallQuesta puntata è un doppione di un episodio della fortunata serie “La Bibbia firmata Chagall”, ma per amore di completezza “Il diavolo dei dettagli” non poteva restare senza questo gioiello.

La admin (ossia Laura, per parlare come te magne) potrà aggiungere il link a quella pagina. Qui comunque riassumiamo che si tratta di un’incisione di Chagall che raffigura il patriarca Giuseppe, figlio di Jacob/Ishrael, di fronte al faraone in Egitto. Ma il faraone è nientemeno che William Shakespeare in tutti i dettagli, orecchino incluso! Evidentemente l’artista ha identificato il tenebroso re d’Egitto con i sinistri sovrani delle tragedie del Bardo. E a lui Giuseppe interpreta il sogno, o anzi lo re-interpreta, perché qui compaiono solo le vacche grasse, non quelle magre. Un invito ad avere una visione più luminosa dell’esistenza.

shakespeare

dhr

Writers: vandali o artisti?

Sempre tosto!

Sempre tosto

PICCOLA TI AMO, SEI SEMPRE MIA (della serie “aiutami a di’ sti cazzi!)

ROMANISTI EBREI (senza pensare che magari per qualcuno può anche essere un complimento. Non romanista, ebreo!)

Queste sono solo un paio di frasi lette sui muri vicino casa mia. Ma potrebbero stare vicino alla casa di chiunque. Si, perché imbrattare i muri è un atto vandalico sempre di gran moda. Spesso poi capita di vedere scarabocchi apparentemente senza significato, dietro ai quali invece, per gli accoliti, si nasconde un cosiddetto TAG, una sigla “segreta” con il quale i graffitari si firmano.

Ma a parte chi deturpa il Bene Comune, sempre detestabile e soprattutto punibile per legge, esiste l’arte dei murales, che invece è altra cosa.

Fin da quando ero piccola e si chiamavano ancora graffiti, ho sempre ammirato questi veri e propri quadri di strada, tutti colorati, in piena città a disposizione di tutti.

Certo, il confine tra arte e vandalismo deve essere chiaro a tutti. A Roma per esempio esistono alcuni muri messi a disposizione dal comune (con tanto di targa che lo dichiara) per chi vuole sfogare la propria creatività con le bombolette spray. Ce ne sono altri per i quali tale possibilità non è sugellata da alcuna targa, ma si tratta comunque di muri liberi.

Altri ancora, che si chiamano hall of fame, sono muri che vengono concessi a  writers famosi per un periodo di 90 giorni.

Per il resto l’unico peccato, ma credo faccia parte del gioco, è che sui muri legali i writers sovrascrivono in continuazione facendo perdere tracce magari di veri e propri capolavori.

Il mio Figlio Grande da quando va al ginnasio è entrato a far parte di questo mondo per noi prima d’ora sconosciuto. Non che lui abbia mai avuto particolare predisposizione per il disegno, ma riesce a fare dei “pezzi” che trovo molto belli.

A ottobre scorso ha dedicato al Nonno Mario una scritta di incoraggiamento in prossimità di un’intervento chirurgico che avrebbe subito a giorni, con una frase che da allora è stata adottata non solo da tutti noi di Famiglia, ma perfino dal Papà delle Ragazze, che se gli chiedono come va? Lui risponde: SEMPRE TOSTO!

N.B. Prima di incorrere in tragico errore materno, ho chiesto preventivamente al Figlio Grande l’autorizzazione alla pubblicazione del post e della fotografia del suo murale. Mi ha risposto: “A ma’, te l’avrei chiesto io! Mi hai messo in ridicolo con la storia del figlio drogato, e una volta che ho fatto una cosa bella non la metti nel blog?”

Dante era uno scrittore Fantasy di Dario Rivarossa

dante era uno scrittore fantasyQuando ho finito di gustare Dante era uno scrittore Fantasy. Vampiri, Lupi Mannari, Elfi, Draghi e altre cosette ovvie per i lettori medievali della Commedia di Dario Rivarossa, il nostro dhr[1] (GuardaStelle Edizioni, 15 €), mi è venuta a galla dalle profondità della memoria dove era giustamente precipitata la mia insegnante di Italiano nel triennio del Classico, la professoressa C, incapace di insegnare Dante e la sua opera, di trasmettere il piacere di avventurarsi dentro di essa.

Mi è tornata in mente per contrasto, perché il libro di Dario è pieno di passione, creatività, divertimento, dietro i quali c’è cultura e conoscenza approfondita della materia. Non dobbiamo infatti dimenticare che quel vulcano di dhr, oltre a essere il blogger che conosciamo bene, è anche apprezzato conferenziere della Società Dante Alighieri, illustratore di libri statunitensi, saggista, scrittore di fantascienza, traduttore da una sfilza di lingue vive e morte classiche.

Obiettivo del libro è mostrarci il lato fantasy della Commedia, chiarissimo per il lettori del Trecento, del Cinquecento e del Seicento, ma del tutto ignorato dalla cultura ufficiale successiva che ha “monopolizzato [Dante] a scopo propagandistico”. Come si chiede Dario, “Quando gli odierni scrittori ci presentano un Medioevo densamente popolato di esseri magici e/o horror, ci prendono in giro? Oppure tutto questo era moneta corrente ai tempi di Dante? E se lo era, Dante dove lo ha nascosto?”

Il tema viene sviscerato con un tono leggero e ammiccante, con citazioni di versi danteschi e chiose del figlio Jacopo Alighieri, grazie alla capacità di dhr di mostrarci da una prospettiva diversa il poema mettendone in luce degli aspetti insospettati.

A corredo del testo, 100 illustrazioni, compacterms come le chiama Dario, i cui titoli sono dei divertenti giochi di parole, una vera ciliegina sulla torta.

Dunque, una lettura sfiziosa e sorprendente che vi consiglio caldamente. Ci ho messo anche la rima! ;)

Potete acquistare il libro su Amazon e IBS, ma anche presso l’editore all’indirizzo guardastelled@libero.it.


[1] Per chi non è un habitué del nostro blog, è l’autore di interessanti serie di post: La Bibbia firmata Chagall, Il Diavolo nei dettagli, Chagall d’Arabia, Lettere a Primo Levi e, appunto, Ditta Dante & Figli.